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Presentata la relazione della Covip sulle attività svolte da Fondi e Casse nel 2020. Il sistema ha retto l’impatto della pandemia e può svolgere un ruolo centrale per la ripresa e la crescita del Paese.

14 giugno 2021 - Alla fine del 2020, sono oltre 8,4 milioni gli iscritti in Italia alla previdenza complementare (+2,2% rispetto al 2019), un terzo del totale della forza lavoro. Le risorse accumulate si attestano a 198 miliardi di euro: +6,7% rispetto all’anno precedente, il 12% del Pil e il 4,1% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Incassati circa 16,5 miliardi di euro di contributi, per un flusso maggiore (seppur di poco) rispetto al 2019. Le voci di uscita per la gestione previdenziale ammontano a 8,6 miliardi.

Si confermano i gap di genere, età e territoriali già manifestati negli anni scorsi. Gli uomini rappresentano il 61,7% degli iscritti alla previdenza complementare. Prevalgono le classi intermedie e più prossime all’età di pensionamento: il 51,6% degli iscritti ha età compresa tra 35 e 54 anni, il 31% ha almeno 55 anni. Quanto all’area geografica, il 57% degli iscritti risiede al Nord.

Sul fronte dei rendimenti, dopo una prima parte dell’anno molto perturbata, i mercati finanziari hanno fatto segnare un progressivo recupero grazie alle iniziative di sostegno e rilancio messe in atto da governi e banche centrali in tutto il mondo. Ne hanno beneficiato i fondi pensione: mentre il Tfr al netto delle tasse si è rivalutato dell'1,2%, i fondi negoziali e i fondi aperti hanno guadagnato in media il 3,1% e il 2,9%, al netto dei costi di gestione e della fiscalità.

Questa, in sintesi, la fotografia scattata oggi alla Camera dei Deputati a Roma sulla previdenza complementare nel nostro Paese, in occasione della presentazione della Relazione annuale sull’attività svolta dalla Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione) nel 2020.

I fondi preesistenti

Ai fondi pensione preesistenti, a cui appartiene il Fondo dei giornalisti, sono iscritti poco più di 600 mila persone. Alla fine del 2020 le risorse dei fondi preesistenti ammontano complessivamente a circa 64,7 miliardi di euro: lo scorso anno ne sono affluiti 3,9 miliardi (+0,2%), a fronte di prestazioni erogate per 3,4 miliardi. Circa il 45% dei contributi raccolti dai fondi preesistenti deriva dal conferimento del TFR, il 34% è costituito dai versamenti dei datori di lavoro, il restante 21% dalla contribuzione dei lavoratori. Il contributo medio pro capite, di 7.540 euro (tenendo conto dei soli iscritti per i quali sono stati effettuati versamenti), si attesta su un livello molto più alto di quello relativo alle altre forme pensionistiche (2.740 euro).

Le attività detenute dai fondi preesistenti sono investite per il 44,2% in titoli di debito e per il 18,7% in titoli di capitale. L’incidenza degli investimenti in OICR si attesta complessivamente al 22,4% mentre quella degli investimenti diretti in immobili e in partecipazioni in società immobiliari è pari al 3,9%. Le polizze assicurative che hanno natura di investimento finanziario sono il 5,7% del totale delle attività. La quota dei depositi si attesta al 6%. I titoli di Stato, pari al 27,4% delle attività, costituiscono la parte prevalente dei titoli di debito (il 30% sono titoli italiani, per un ammontare di circa 4,3 miliardi di euro).

Lo stesso bilancio consuntivo 2020 del Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani, approvato a maggioranza lo scorso 28 maggio dal Cda, sottolinea l’andamento positivo dei rendimenti registrati nel corso dell’ultimo anno segnato dall’emergenza Covid-19: +6,31% per il Lungo Termine, +4,39% per il Medio Termine, +0,02% per il Breve Periodo, +1,03% per il Garantito. Il trend di crescita continua nel primo trimestre del 2021. Nella comunicazione periodica agli iscritti, in arrivo entro fine giugno, ogni giornalista troverà il dettaglio della propria posizione.  

Prospettive future

Il presidente della Covip, Mario Padula, si è infine soffermato sulle prospettive evolutive di fondi pensione e casse di previdenza, anche alla luce dell’attuale situazione e dell’anno appena trascorso condizionato dalla pandemia. “Fondi e casse possono svolgere un ruolo importante a supporto dell'economia nell'emergenza pandemica, assumendo iniziative che si inquadrino in un progetto di ampio respiro che abbia il baricentro nella promozione della crescita, come il Piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha spiegato Padula. “Le eventuali iniziative devono tener conto del loro compito di investitori di risparmio previdenziale: tali enti possono offrire un contributo a condizione che, in un'ottica di lungo periodo, le opzioni di investimento disponibili offrano un ritorno, aggiustato per il rischio, adeguato agli obiettivi previdenziali, rilevando anche da questo punto di vista la distinzione tra debito e capitale e tra orizzonti di breve e lungo periodo”.

Per maggiori informazioni

Scarica la relazione Covip 2020
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